
Il segno @, presente come separatore negli indirizzi di posta elettronica, detto anche a commerciale sulla scorta dell’uso anglo-americano di commercial at, per riferimento all’ambito in cui è stata a lungo impiegata, è indicato nell’italiano comune, ancorché legato al settore specialistico dell’informatica, dalla voce chiocciola.
At è in inglese particella locativa con valore di ‘presso’ e coincide in larga parte con la preposizione italiana a. Per ciò che riguarda l’origine del segno grafico si pensava a un modo dei trascrittori amanuensi di scrivere ad latino e che lo “svolazzo” fosse in realtà una d secondo la scrittura onciale, un antico modo di scrivere usato dal III all’VIII secolo e dall’VIII al XIII secolo soprattutto nelle intestazioni e nei titoli.
L’ipotesi avanzata dal paleografo americano Berthold Louis Ullman in Ancient Writing and its Influence, New York 1932, p. 187 è stata messa in discussione da Giorgio Stabile che nel corso di una ricerca portata a termine nel 2000 per l’Istituto Treccani ha constatato che il simbolo sembra trovarsi solo in testi posteriori che adottano la scrittura mercantesca, ovvero la grafia commerciale usata dai mercanti italiani a partire dal tardo medioevo. Nel suo articolo L’icon@ dei mercanti sono ripercorsi i passi che lo hanno condotto a sostenere che in origine il simbolo indicasse in realtà la parola anfora nel suo valore specifico di unità di misura, di capacità e di peso, usato già nell’antica Grecia e a Roma.
D’altra parte, nota Stabile, il termine spagnolo arroba, che indica @ in Spagna e in America Latina (derivato dall’arabo rub’a “un quarto” usato come unità di misura), designava un tempo sia una unità di peso (25 libbre) che una misura di vino e era tradotto proprio con amphora nel Vocabulario español-latino dell’umanista e grammatico Antonio Martínez de Cala y Jarava.
Sembra quindi confermato che @, introdotto in ambito commerciale probabilmente da mercanti italiani, fiorentini o veneziani, sia stato in origine il “rappresentante” di anfora ‘unità di peso o capacità’ . Naturalmente proprio in grazia di questo significato è probabile che fosse seguito assai spesso da un valore numerico.
Successivamente considerato semplicemente come una a, scisso quindi dal termine di cui sarebbe stato originariamente simbolo, e forse anche perché seguito sovente da un numero, è stato usato nel linguaggio contabile anglosassone come commercial at col valore di ‘at a price of’ (‘al prezzo di’) seguito da un valore numerico indicante la quantità di moneta.
D’altra parte in Italia, sempre come “rappresentante” della lettera a viene usato, presumibilmente come equivalente di Addì , nel XIX secolo come testimonia Il Libro del Sacro Monte de’ Morti della confraternita del SS. Rosario di Castel Sant’Angelo datato 1803, documento descritto e documentato con foto da Marco G. in La storia della chiocciola @, apparso in internet nel giugno 2005. In questo documento infatti ciò che precede la data di morte nell’elenco dei sostenitori del Monte, in altri casi indicato con il consueto Li, è appunto il segno @.
In sostanza ciò che sappiamo per certo è che @ è un modo di trascrivere a, che nella grafia mercantesca indicava l’unità di misura espressa dal termine anfora e che le attestazioni riferibili a questo valore risultano al momento le più antiche. Sappiamo anche che nei secoli successivi in area anglosassone ha il valore contabile di at (the price of ) mentre in area italiana sembra usato come abbreviazione di Addì il che potrebbe reintrodurre l’antica ipotesi di una trascrizione di ad di Ullman, che però non sembra al momento trovare a sostegno testimonianze coerenti dal punto di vista cronologico.
Più chiaro ovviamente il seguito della vicenda del carattere: l’introduzione del carattere nella tastiera della macchina da scrivere pare databile al 1884 nella Caligraph No. 3 Commercial model con il suo valore commerciale di area anglosassone; e fra i caratteri disponibili nella tastiera l’ingegnere e programmatore americano Ray Tomlinson nel 1972 lo scelse perché tanto inusuale da essere inequivocabile come separatore, ma anche per il significato ‘presso’ che at ha nella lingua inglese corrente, negli indirizzi di posta elettronica per ARPANET, la rete universitaria di origine militare da cui sarebbe nata Internet.
origine: Accademia della Crusca
BLACK PAGE

Recentemente, il W3C (World Wide Web Consortium) ha pubblicato l’ultima versione di HTML (Hyper Text Markup Language), l’elemento principale che alimenta il web! Flash, CSS, PHP e tutte le altre tecnologie dipendono da HTML, ma con l’ultima versione di HTML alcune di queste tecnologie faranno un passo verso il più vicino al cimitero (specialmente Flash)!
Così, a causa dell’enorme potere che hanno messo nelle mani di HTML5, non potrà che avere un luminoso futuro! Il W3C, per farlo splendere ancora di più, è alle prese con la costruzione di un logo ufficiale!
Come ho detto prima, HTML5 è più potente di prima ed ha un sacco di nuove caratteristiche che le sue versioni precedenti non hanno mai avuto…
Normalmente, dipendiamo da Flash di Adobe per visualizzare animazioni e video su un sito web. Ma Flash ha alcune cattive abitudini come i continui tentativi di bloccare il nostri sistemi. Ora abbiamo un agguerrito concorrente per flash: HTML5.
Non solo HTML5 ha un sacco di nuove caratteristiche capaci di trasportare il web in una nuova dimensione, ma per guidare questa nuova rivoluzione il W3C ha chiesto ad Ocupop la realizzazione di un logo per la loro ultima invenzione.
Il nuovo logo è proprio come un vecchio scudo, uno scudo da Cavalieri, uno scudo che brilla nel web! Nel sito ufficiale, il W3C ti consente di creare un badge per mostrare l’utilizzo di HTML5 direttamente sul tuo sito.
Sembra che HTML5 avrà una lunga vita! Anche se ha la forza di ottenere una popolarità enorme, questo nuovo logo lo renderà ancora più popolare! Nessun’altra versione di HTML ha mai ricevuto questa pubblicità e loghi così cool.
Dopo aver visto tutto quello che sta nascendo intorno a questo linguaggio, tutti i prossimi siti di e35 saranno costruti usando HTML5! Cosa ne pensi?
| 2010 | IE | Firefox | Chrome | Safari | Opera |
|---|---|---|---|---|---|
| Dicembre | 27,5% | 43,5% | 22,4% | 3.8% | 2.2% |
| Novembre | 28,6% | 44,0% | 20,5% | 4.0% | 2.3% |
| Ottobre | 29,7% | 44,1% | 19,2% | 3.9% | 2.2% |
| Browser | Windows | Mac OS X | Linux |
|---|---|---|---|
| Google Chrome | SI | SI | SI |
| Internet Explorer | SI | No | No |
| Mozilla Firefox | SI | SI | SI |
| Opera | SI | SI | SI |
| Safari | SI | SI | No |
Adesso sta a voi provare i vari browser e decidere quale vi piace di più.
http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/
http://www.microsoft.com/italy/windows/internet-explorer/default.aspx
http://www.apple.com/it/safari/

Un colore per tutte le stagioni
Coraggioso. Fiducioso. Rivitalizzante. Honeysuckle é bello e forte allo stesso tempo, per un mondo nuovo. Lasciatevi andare alla decisa natura di Honeysuckle che vi allieterà e accompagnerà per tutto l’anno. É il colore per tutti i giorni {familiare}, che supera la monotona “quotidianitá”.
In contrasto con il colore del 2010, PANTONE 15-5519 Turquoise, che simboleggiava una via di fuga, Honeysuckle esorta ad affrontare le peripezie quotidiane con brio e vigore. Inoltre, la dinamica tonalitá rosa-rossastra di questo colore é incoraggiante ed edificante, elevando la psiche oltre l’idea di fuga, infondendo audacia e incoraggiando lo spirito ad affrontare le diverse sfide della vita di tutti i giorni.
“In questi tempi di stress tutti abbiamo bisogno di qualcosa che ci sollevi l’umore”, afferma Leatrice Eiseman, executive director del Pantone Color Institute®. “Honeysuckle é un colore accattivante, stimolante e adrenalinico, perfetto per scongiurare tristezza e malinconia. La positivitá di questo colore deriva dal forte legame con il suo colore madre, il rosso, che presenta le tonalitá piú fisiche e visceralmente vive di tutto lo spettro dei colori.”
Indossato Honeysuckle dona un aspetto salutare sia alle donne che agli uomini e la sua tonalitá sorprendente é adatta a tessuti, vestiti, accessori e cosmetici, perfetti di giorno e di sera e per entrambi i sessi. In casa l’utilizzo di questo colore nei complementi d’arredo come cuscini, copriletti, piccoli elettrodomestici e accessori da tavola aggiunge un tocco di vivacitá e stile. E per chi vuole realmente osare, dipingere una delle pareti della sala, la cucina o il corridoio con questa tonalitá é un modo conveniente per ravvivare l’ambiente e apportare una raffica di energia alle mura domestiche.
“L’intensitá di questo colore seduce e coinvolge”, continua Eiseman. “Nei caprifogli, é il colore stesso del fiore – e non il loro profumo dolce – ad attirare i colibrÍ verso il nettare e la loro fragranza ricorda i giorni spensierati della primavera e dell’estate”.
origine: pantone.com

Da oggi è on-line il sito web di “Traccia Indelebile”.
Tutti a tatuarsi in questo accogliente studio dove sarete accolti da una bravissima e simpaticissima tattuatrice che vanta anni di esperienza nel campo dei tatuaggi e con alle spalle importanti studi artistici.
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Regolamento:
Quando parliamo di open molto spesso pensiamo al software gratuito, ma non è così. L’open è un tema molto più articolato ed oggi vi scrivo delle tre principali anime dell’open.
Open Computing, o semplicemente “Openness”, è il principio filosofico che descrive architetture, regole e pratiche che consentono all’ICT di connettere tecnologie, processi e persone, portando alle organizzazioni maggiore scelta, flessibilità, velocità nella costruzione di nuove soluzioni e nell’accesso alle risorse disponibili. Permette l’interoperabilità utilizzando le specifiche pubblicate di API (Application Program Interface), protocolli e formati di dati e file. Le specifiche devono essere pubblicate senza restrizioni che ne limitino l’adozione o che impongano il pagamento di royalty o altri diritti (salvo royalty ragionevoli per l’uso di brevetti essenziali).
Open Source significa collaborazione. Più nello specifico, significa collaborazione pubblica su un progetto software.
Secondo l’Open Source Initiative (OSI), l’organizzazione che si dedica alla promozione di software Open Source: “L’Open Source promuove l’affidabilità e la qualità del software sostenendo l’evoluzione dei codici sorgenti. Per essere certificato da OSI, il software deve essere distribuito con una licenza che garantisca la possibilità di leggere, ridistribuire, modificare e utilizzare liberamente il software”.
L’Open Source è:
La prima componente dell’Open Source è l’approccio al modo di “licenziare” il software: il software Open Source non è gratuito, condiviso o distribuito senza licenza, ma è distribuito in maniera differente rispetto al tradizionale software commerciale. Questo significa che la licenza che ne regola la distribuzione appartiene a una delle 60 licenze autorizzate dall’OSI – Open Source Initiative.
La seconda componente dell’Open Source è la metodologia di sviluppo, che utilizza il meccanismo della community e della revisione alla pari. Poichè il codice è pubblico chiunque è in grado di definirne la bontà ed eventualmente di migliorarlo. Questo promuove la meritocrazia tra gli sviluppatori.
Infine, Open Source è una community aperta costituita da sviluppatori, utenti e partner: progetti come Linux, Apache, Eclipse e Mozilla offrono un terreno su cui tutti possono confrontarsi.
Gli standard aperti sono fondamentali per la realizzazione sia di software Open Source sia per quelli commerciali (private source).
I requisiti perchè uno standard possa definirsi aperto sono 4:
Dalla prospettiva del cliente, gli standard aperti offrono:
Molto importante è lo standard che regola i documenti elettronici: OpenDocument Format (ODF) è un formato aperto per file di documento per il salvataggio e lo scambio di documenti per la produttività di ufficio come documenti di testo (come memo, rapporti e libri), spreadsheets, diagrammi e presentazioni. Questo standard è stato sviluppato dal consorzio di industrie OASIS ed è impostato su di una versione di XML creata originariamente da OpenOffice.org.
L’Open Architecture abilita la costruzione di soluzioni debolmente accoppiate e riconfigurabili, che consentono la distribuzione dei carichi di lavoro tra i vari team all’interno e all’esterno dell’organizzazione e facilitano la collaborazione.
Questo week-end vi propongo un simpatico gioco musicale per cercare di riprodurre delle musiche tramite il click del vostro mouse: nuigroup.com/bloom/bloom.swf
Buon divertimento e passate un ottimo fine settimana!!
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